NEW GAME (quarto numero)

ALESSANDRO ZANOLI

Di Alessandro Zanoli, terzino classe 2000 che quest’anno è già sceso in campo più di 10 volte con la maglia del Napoli (esordendo ancora a settembre contro l’Udinese e venendo schierato titolare in più occasioni nel corso della stagione) non posso che parlare bene, avendolo visto giocare da vicino specie nella sua annata in prestito a Legnago.

Come ricorda chi mi legge dal mio articolo di presentazione, sono veronese e nello specifico nativo di Legnago, proprio la cittadina da cui si è avviata in modo perentorio la carriera professionistica del Nostro, dopo aver sempre ben figurato nelle giovanili del Napoli.

A Legnago in serie C Zanoli non solo fu protagonista indiscusso di una squadra che da matricola colse un’insperata (ma alquanto meritata) salvezza – cosa ahimè non riuscita per il secondo anno consecutivo – ma alla prova del campo dimostrò inequivocabilmente di essere in quella serie solo di passaggio, visto che per le sue doti tecniche sembrava davvero fuori categoria.

GLI INIZI

D’altronde il Napoli quando se lo accaparrò ancora minorenne dalle giovanili del Carpi (lui che nella nota località modenese ci è nato) era sicuro di aver fatto la scommessa giusta. Il suo aggregarsi dapprima alla Primavera azzurra era forse passaggio necessario ma bastò invero molto poco per capire che sarebbe stato facilmente in grado di imporsi con i pari età, al punto da venire acquistato definitivamente per una somma di 1,5 milioni di euro.

Centrale difensivo di vocazione, viste le impressionanti doti fisiche, sotto il Vesuvio fu però presto rivestito di un altro ruolo, quello di terzino (meglio destro, anche se in grado di agire pure sull’altra fascia), capace di metterne in luce altre peculiarità, in primis l’atletismo, la velocità e l’intelligenza tattica.

Zanoli in una prima poco fortunata edizione della Primavera (culminata con l’undicesimo posto finale) riesce così a imporsi, facendo intravedere leadership e affidabilità, tanto che sovente nelle stagioni successive indosserà, lui ultimo arrivato, la fascia di capitano.
Le partecipazioni in Youth League testimonieranno una sua ulteriore crescita tecnica, con Zanoli autentico trascinatore nei panni del fuori quota. Convocato anche nelle selezioni nazionali giovanili, senza però esordire, la chance di farlo in serie A in un Napoli altamente competitivo al momento sfumano.

Per lui allenarsi con i “grandi”, studiarne mosse e caratteristiche, respirando il grande calcio, saranno momenti comunque importanti e fungeranno da palestra per scenari futuri che appaiono limpidissimi: sembra infatti destinato a ritagliarsi uno spazio in Prima squadra ma sarà importante accumulare esperienza e il giusto minutaggio nelle categorie inferiori.

LA CARRIERA DA PROFESSIONISTA

E’ la stagione 2020/’21 quando il Legnago neopromosso in terza serie punta forte su di lui, il quale con estrema naturalezza va a occupare una casella da titolare nello scacchiere del club della bassa veronese.
37 presenze, praticamente tutte da titolare, ne sanciscono l’ottimo avvio di una carriera da professionista, preludio si pensava a un nuovo step, stavolta in cadetteria dove le pretendenti (anche nobili) per lui non mancavano di certo.

Giuntoli, al quale da ex carpigiano si deve la titolarità dell’operazione che lo ha portato a Napoli, riceve infatti richieste serrate in fase di calciomercato ma sarà il neo allenatore Spalletti, durante il ritiro dell’estate scorsa a far temporeggiare le trattative, in quanto Alessandro dimostra di sapersi disimpegnare alla grande quando chiamato in causa nelle amichevoli pre-season e, cosa ancora più importante, di avere la testa giusta per emergere a certi livelli.

Rimarrà così agli ordini del mister toscano come rincalzo, o forse si spera possa ambire a qualcosa di più, visto che nemmeno a gennaio il Napoli vorrà privarsi del suo contributo. L’occasione propizia alla fine arriva prima del previsto, pochi minuti contro l’Udinese atti a coronare un sogno ma che non vogliono essere un prematuro punto di arrivo, bensì di fragorosa partenza, fino alla prima gara da titolare contro l’Atalanta.

LA SUA ESPERIENZA IN SERIE A CON IL NAPOLI

Pian piano il suo nome diviene familiare ai tifosi e quando il buon Di Lorenzo sarà costretto a fermarsi ai box (tra l’altro sul più bello, con i partenopei ancora in piena corsa per il titolo iridato), Spalletti non ci penserà due volte a buttarlo nella mischia. Giocate semplici, mai forzate, e una buona padronanza della zona di competenza non bastano a definirne i contorni tecnici: Zanoli non è spaesato al cospetto di campioni che solo l’anno prima aveva visto in Tv ma abbisogna di altre presenze.
Tuttavia gettone dopo gettone prende la giusta dimestichezza, gli addetti ai lavori (specie chi lo conosce da più tempo) non hanno remore a sbilanciarsi sul suo valore e anche i tifosi sugli spalti si convincono di avere in organico un talento cristallino che alla bisogna può ben figurare, senza fare rimpiangere un titolatissimo come il nazionale azzurro ex Empoli.

Purtroppo incappa – come tutta la squadra ovviamente – in due sconfitte pesanti (in casa contro la Fiorentina disputa da titolare tutti i novanta minuti), tra cui quella famigerata nella partita clou contro l’Empoli che spegnerà i sogni residui di gloria scudetto. Insomma, pur non demeritando particolarmente, verrà coinvolto anche lui nella debacle azzurra: un incidente di percorso se vogliamo, dove come detto ha giocoforza responsabilità limitate, ma che un po’ finisce per condizionare, mettendovi riserva, il giudizio sul suo operato.

QUALE FUTURO IN OTTICA PRIMA SQUADRA?

A conti fatti, ad ogni cartellino timbrato, come si era auspicato alla vigilia, ha acquisito sempre una maggiore sicurezza nel ruolo, cosicchè si sta attualmente discutendo cosa sia meglio fare per il ragazzo carpigiano in vista del prossimo campionato, se tenerlo nuovamente alla corte di Spalletti (magari come pedina polivalente, ricordiamo che può giostrare ancora da centrale difensivo, oltre che da laterale su entrambe le fasce, e la duttilità si sa che è sempre cosa buona e giusta) o se al contrario cederlo in prestito per metterlo alla prova in serie A.

In ogni caso la missione della dirigenza e dello staff tecnico sarà quella di farlo valorizzare al massimo, perché un talento così non va assolutamente sprecato.

Oltretutto Zanoli, pur occupando prevalentemente una specifica zona di campo di competenza di un titolatissimo come il già citato Di Lorenzo, interpreta il ruolo in modo differente, considerate le caratteristiche tecniche. Lungi dall’esserne un clone, è meno arrembante e propositivo forse, ma in grado di compensare con l’agilità (non scontata in un difensore che sfiora il metro e novanta di altezza), l’eleganza e l’acume tattico, al punto che pare riduttivo percepirlo alla stregua di un panchinaro puro; anzi non è detto che, in determinate circostanze almeno, i due non possano anche giocare assieme.

Gianni Gardon

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