NEW GAME (terzo numero)

Ai tifosi del Napoli il nome di Gianluca Gaetano non può lasciare indifferenti e, ampliando il nostro raggio d’azione, mi sbilancio nel dire che ogni appassionato di calcio giovanile non può che riconoscergli uno status di grande talento. 

Già, perché il golden boy del settore giovanile azzurro, nato il 5 maggio del 2000, è da considerarsi a tutti gli effetti un prospetto importante del calcio italiano, prova ne è il suo enorme contributo dato alla causa della Cremonese, società nella quale è approdato in prestito nel gennaio 2020 fino a diventarne assoluto protagonista in questa stagione culminata in una fantastica promozione in serie A, tanto inaspettata alla vigilia quanto meritata sul campo. 

PROTAGONISTA NELLA CREMONESE PROMOSSA IN SERIE A

In una squadra fortemente votata al gioco offensivo, guidata in panchina dall’ex centrocampista del Napoli Fabio Pecchia, e formata da un giusto mix di calciatori esperti e non, lui, assieme ad altre promesse emergenti come lo juventino Fagioli e gli atalantini Carnesecchi e Okoli, ha rappresentato al meglio lo spirito giovanile del club, assicurando 7 gol e svariati assist ma convincendo soprattutto grazie al valore delle prestazioni e alla sua duttilità, che gli ha permesso di consacrarsi in più ruoli in un contesto difficile come quello della B.

Tutti coloro che seguono i campionati giovanili non si stupiscono dell’apporto evidente dato da Gaetano in questa stagione: da sempre infatti è il fiore all’occhiello del vivaio azzurro, lui che vi è entrato all’età di 11 anni dalla società del Cimitile, il paese in cui è cresciuto. Insomma, nel suo caso si può giustamente utilizzare l’espressione di enfant du pays e si sa che quest’onore si può trasformare facilmente in difficile fardello, se non si hanno le spalle troppo larghe.

Comunque lui ha sempre saputo rispondere “presente” sul campo, trascinando spesso e volentieri i compagni, essendo come detto il più talentuoso e dotato della covata. 

In un’epoca moderna dove concetti come i numeri dall’1 all’11 sono ormai vetusti, ce n’è uno che tendenzialmente non ha perso il suo alone di magia: state pensando bene, mi riferisco alla 10, numero che in un campo da calcio significa fantasia, creatività, estro, rottura di schemi; viene assegnata, spesso e volentieri, sin da quando si è piccoli, a quello più tecnico, al più forte. Si tratta, insomma, di una sorta di investitura per tutti, figuriamoci a Napoli poi cosa significa indossarla, visto che qui era di proprietà di Maradona, un marziano, il più grande di tutti. 

UN PREDESTINATO

Gianluca ha saputo farlo però con estrema disinvoltura, svettando sui coetanei: la stagione cruciale per lui è la 2018/19, anno in cui mette a referto ben 22 reti, lui che attaccante puro non è. Agisce infatti solitamente da trequartista ma le qualità sono tali che lui senta la porta come un vero bomber. Il Napoli, che già lo aveva blindato due anni prima facendogli firmare un contratto da professionista (quando ne aveva 16, record di precocità per il club) lo fa così esordire in serie A, evento che era ampiamente nell’aria e di fatto attesissimo, dopo che già aveva debuttato con i “grandi” in Coppa Italia.

Un battesimo se vogliamo ininfluente, se non per mere questioni statistiche, perché il Nostro non avrà tempo e modo per incidere, nemmeno alla partita successiva. Paga un gap fisico piuttosto evidente e un ruolo ibrido che comporta una difficile collocazione tattica nello scacchiere dell’allenatore Ancelotti. C’è chi dice possa essere l’erede fatto in casa di Hamsik, più che ripercorrere le gesta di Insigne, l’ultimo vero talento nostrano lanciato e protagonista in prima squadra. 

Il ragazzo in fin dei conti appare ancora molto acerbo ma le qualità tecniche inducono il club a monitorarlo e fargli acquisire la necessaria esperienza mediante un prestito costruttivo, dove in pratica possa riuscire ad accumulare importante minutaggio, giocando qualcosa di più che spezzoni di partita. A gennaio, quando è evidente che con la primavera non c’entrasse niente (e allo stesso tempo che non rientrasse nelle rotazioni della prima squadra, da poco affidata a Gattuso), si palesa per lui l’occasione Cremonese. 

È un primo vagito importante, l’impatto con la nuova realtà della B, seppur non devastante è buono, e lascia presagire buoni sviluppi. La titolarità e la piena fiducia avviene con l’inizio della stagione 2021/22, complice un mister che dimostra subito di puntarci forte, senza esitazione alcuna, venendone ampiamente ripagato in termini di risultati.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Al di là del valore e del suo peso specifico, impressiona come detto in apertura la sua maturità e la capacità di misurarsi in più situazioni tattiche, tanto che gli verrà naturale alternare, talvolta anche nella medesima partita, la posizione di regista/mediano a quella originaria di trequartista. 

Il tocco, la qualità nell’ultimo passaggio e la tecnica pura sembrerebbero presupporgli un futuro da rifinitore, ma il senso tattico, la visione di gioco e il mettersi al servizio della squadra fanno pensare che sia in grado di imporsi anche a metà campo. Anzi, più di un addetto ai lavori è arrivato a sostenere che il meglio lo possa dare proprio in mezzo al campo, qualche metro più indietro dunque rispetto alle sue origini calcistiche. 

Dove può migliorare Gianluca? Conquistata la serie A sul campo saprà e potrà essere protagonista e figurarvi a lungo? In ottica Napoli gli è servito questo prestito o avrà bisogno di fare un ulteriorestep prima di giocarsi al cento percento le proprie carte? Sicuramente Gaetano è migliorato dai tempi dell’esordio sotto tanti aspetti, ma a parte sembrare ancora un po’ indietro sul piano fisico, potrebbe dare di più nella determinazione, nella garra, componenti che non gli erano in un certo senso richieste in ambito giovanile, dove riusciva a esaltarsi e ad emergere per mere questioni tecniche sopra la media.  

QUALE FUTURO PER LUI?

In A tuttavia la competizione è forte, sfacciata, bisogna correre e sudare, cambiare prospettiva, solo così potrà un giorno essere davvero utile e importante in chiave offensiva; d’altronde sono convinto che non sia così tanto inferiore a un Elmas per dire, forse nemmeno a uno Zielinski.

Per questo dico di dargli modo di riprovarci ancora con il Napoli, o meglio, di provarci veramente… il tempo delle passerelle, delle presenze in prima squadra come “premio” per quanto fatto con le giovanili è finito, ora Gaetano è sceso in pista per davvero e bisogna ballare. 

Tutto però realisticamente dipenderà dai piani della società a livello generale: se il primo pensiero sarà quello di potenziare la squadra, allora è il caso che il ragazzo rimanga a Cremona in serie A– dove farebbe contenti tutti, a partire dall’allenatore che l’ha consacrato -; se però si dovesse rivoluzionare la rosa, facendo partire i nomi prestigiosi e puntando su un nuovo ciclo, allora un posticino se lo meriterebbe pure lui. 

Gianni Gardon

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