NEW GAME (secondo numero)

Nell’inaugurare questa rubrica sulle promesse del Napoli, il primo nome con cui ero sicuro avrei iniziato era quello di Alessio Zerbin (classe ’99), e non solo per l’improvviso hype che ha suscitato ma perché vedendolo spesso all’opera, lo considero veramente un giocatore potenzialmente da grandi platee.

D’altronde non capita spesso a un giovane di imporsi così fragorosamente sulle scene alla prima esperienza assoluta in cadetteria, e ciò assume ancora più valore tenendo conto del percorso che l’ha portato a diventare un autentico protagonista in un contesto altamente competitivo come quello del Frosinone, impegnato nella corsa alla promozione in serie A.

Tra gli artefici del campionato di vertice dei ciociari c’è indubbiamente il biondo laterale offensivo di proprietà del Napoli, capace di fungere da vero fattore offensivo, avendo sfiorato la doppia cifra (è fermo a quota 9 gol) e resosi partecipe di numerosi assist vincenti.

Fa bene la società di De Laurentiis a tenerlo sotto stretta osservazione, perché se c’è un giovane futuribile in chiave prima squadra, quello è proprio lui, nativo di Novara ma che proprio dopo il passaggio al Napoli Primavera, ha iniziato a spiccare il volo tra i professionisti. Oltretutto, questo cammino di avvicinamento al “grande calcio” è avvenuto nel modo più promettente, cioè migliorando di categoria in categoria, lui che era finito, per ovvia scarsa lungimiranza, dalla serie D.

GLI INIZI

Alessio Zerbin comincia presto a farsi notare sui campetti di calcio, il suo talento fra i coetanei è evidente e l’ingresso nelle giovanili di un grande club sembra per lui un approdo naturale. Ad accaparrarselo sarà l’Inter quando è ancora un bambino ma l’esperienza in nerazzurro, seppur vissuta con orgoglio e passione, non è destinata a durare a lungo, cosicché dopo sei anni di militanza a Milano, si ritrova a indossare la maglia della squadra principe della sua città natìa. 

Giunto a Novara a 13 anni, Zerbin mostra sprazzi delle sue qualità ma qualcosa non va per il meglio, tanto da costringerlo a porre fine in maniera precoce ai sogni di gloria anche stavolta. Il carattere però si lascia già intravedere in circostanze simili, e seppur ancora adolescente, il Nostro può già vantare doti che si riveleranno cruciali per il prosieguo della sua giovane carriera: la determinazione, la personalità, la voglia di arrivare e tanta passione per il pallone faranno sì che da un apparente fallimento calcistico, in realtà si tramuterà per lui in un inatteso rilancio.

E’ la stagione 2015/’16 e Zerbin è in forza al Gozzano, squadra militante in serie D: ovviamente è inserita nel roster delle giovanili ma ben presto i suoi numeri non passano inosservati e già alla verdissima età di 16 anni, in 4 partite sarà in grado di mettere a referto ben 3 reti.

Tutti si rendono conto di avere un potenziale campioncino in sboccio, e le premesse saranno esaudite nel campionato successivo, quando Alessio sarà stabilmente aggregato alla prima squadra, alla quale partecipa attivamente disputando nella prima parte di stagione 16 presenze condite da 5 gol, prima del grande e definitivo salto di qualità.

ZERBIN AL NAPOLI

Sul ragazzo ci sono diverse squadre, scovare osservatori sugli spalti in occasione delle partite del Gozzano è diventata ormai una consuetudine ma sarà proprio Giuntoli, ds dei partenopei, ad arrivare prima della concorrenza. A gennaio 2017 pertanto Zerbin torna a vestirsi di azzurro, ma non si tratta più del Novara, bensì della prestigiosa casacca del Napoli.

In Primavera si integra subito benissimo in una squadra collaudata, che nel proprio reparto avanzato può contare su talenti come Palmieri (purtroppo al momento relegato nei Dilettanti, tra le fila della Nocerina) e l’astro nascente Gaetano, su cui ci soffermeremo nella prossima puntata. Alessio non sfigura al cospetto dei pari età impegnati nella prestigiosa Youth League, anzi, per lui fioccano gol e in particolare dei favolosi assist, un po’ la specialità della casa.

A una buona tecnica ma ancora un po’ grezza sa abbinare ottimamente la corsa e l’abnegazione, ma l’impressione è che il potenziale sia ancora tutto da scoprire.

LA CARRIERA

Inizia così la classica trafila nel professionismo che lui, a differenza di altri bravi compagni di squadra, riesce a sfruttare nel migliore dei modi, facendosi trovare pronto alla bisogna, considerando che il posto da titolare in serie C (specie per un giovane alle prime armi, ricordiamo che siamo in Italia, un paese per “vecchi”, anche calcisticamente parlando!) non è assolutamente scontato, bisogna guadagnarselo e giocarsi bene le proprie chances.

Nel 2018/’19, appena diciannovenne, è abile a ritagliarsi il suo spazio alla prima vera occasione da “pro” in un contesto però non propriamente competitivo: eppure Zerbin alla Viterbese si fa notare, accumulando oltretutto un buon minutaggio nelle 21 presenze totali (arriva anche il suo primo gol ufficiale).

E’ una prima volta promettente ma occorre misurarsi nuovamente in questa categoria, sorta di anticamera del calcio che conta, e lui lo fa spostandosi in una società ambiziosa e che con la terza serie c’entra poco, vedendo la sua storia: il Cesena

Chiude con i romagnoli un campionato senza infamia e senza lode, mostrandosi al più discontinuo, ma nonostante peccati veniali dettati dalla giovane età, convince lo stesso il Napoli a puntare ancora su di lui, rinnovando il cartellino per un’altra avventura, stavolta in quel di Vercelli, dove darà il suo contributo al glorioso club capace di vincere ben 7 scudetti nella sua storia.

La sliding door di Alessio è quella giusta: sarà infatti alla Pro Vercelli che il suo valore verrà ampiamente riconosciuto, e dove riuscirà a imporsi come uno dei migliori giocatori della categoria. Con 5 gol in 33 presenze, quasi tutte da titolare, Zerbin inizia ad alzare l’asticella e capisce che è giunto il momento di salire di un importante scalino. 

In B c’è la fila per questo biondo ragazzone che imperversa sulla fascia, tra dribbling, finte, conclusioni repentine e tante giocate assortite, ma la squadra napoletana opta per la soluzione Frosinone, in quanto società con vista sulla massima serie ma ancorata con i piedi per terra, improntata com’è sulla valorizzazione di molti giovani. 

L’inizio lascia ben sperare e dalle prime rotazioni, sempre più spesso Zerbin risulta una variabile impazzita nello scacchiere di mister Grosso. I ciociari possono contare su una rosa di tutto rispetto tra veterani della categoria (ricordate il buon Ciano, ex talento purissimo del Napoli?) e appunto giovani promesse, eppure in mezzo a tanto ottimo materiale umano, proprio Zerbin saprà distinguersi, fino a ergersi a protagonista assoluto della squadra, autentico satanasso sul fronte offensivo.

Passano le giornate e la padronanza nelle sue giocate assume dimensioni importanti: sembra giocare in B da sempre, anzi, le cose vanno così bene che a un certo punto persino la cadetteria sembra stagli stretta.

Anche perché vederlo giocare in alcuni frangenti è uno spettacolo, non per una pura questione tecnica, ma per il modo in cui approccia le gare nei momenti salienti, per come sa decidere lui quando imprimere lo scatto giusto, la giocata, la scelta delle soluzioni, privilegiando sempre l’assist ma prendendo sempre più confidenza con la rete. 

Sono i campioni quelli che, più si alza il livello di competizione e più migliorano il proprio rendimento, e lui è uno di quelli, basta dare un occhio non solo ai numeri inequivocabili che lo riguardano, ma anche alla sua presenza costante nelle azioni decisive, la sua capacità di incidere nei risultati della squadra.

IL SUO FUTURO

In tanti stanno bussando alle porte del Napoli, e stavolta finalmente si tratta del Paradiso, vale a dire la tanto agognata serie A: lui ci arriverà forse tardino rispetto agli effettivi meriti, visto che nella prossima stagione avrà già toccato 23 primavere, ma ogni calciatore ha un livello di maturazione diverso, e il suo percorso pare tutto sommato coerente e lineare; forse la serie D doveva necessariamente essere provata, per fargli capire di non essere così scarso solo per il fatto di essere stato scartato da giovanissimo dall’Inter. 

Ha fatto progressi magnifici in tutte le categorie, ora gli spetta il massimo palcoscenico e lui è assolutamente pronto per dire la propria, a maggior ragione per il Napoli, l’unico vero club che ha sempre creduto in lui.

L’impressione, realisticamente, è che il suo nome potrà fungere da notevole e appetitosa contropartita per arrivare magari a qualche nome esotico, ma siamo sicuri che Zerbin non possa già essere pedina interessante in ottica prima squadra?

In fondo andremo incontro alla prima stagione post-Insigne e, seppur con caratteristiche tecniche e fisiche estremamente diverse, lui occupa proprio quella porzione di campo: la fascia sinistra in un tridente, giocando anch’egli a piede invertito. Certo, al tiro a giro, pur contemplato, preferisce spesso e volentieri la rasoiata, la conclusione secca e precisa, tuttavia questi sono dettagli e Zerbin, lungi dall’essere un replicante del talento di Frattamaggiore, a mio avviso magari partendo dalle retrovie (meglio, anche per evitargli inevitabili pressioni), potrebbe risultare risorsa preziosissima. 

Da quel che ho visto poi, non gli mancano certo la giusta determinazione, la personalità e quella dose di sana cattiveria agonistica utili se non indispensabili per sfondare ad alti livelli. 

La sua intraprendenza, lo spirito di abnegazione, la voglia di migliorarsi, di arrivare, possono davvero fare la differenza d’ora in avanti, e sono convinto che in un contesto competitivo come quello di Napoli, lui potrebbe oltremodo valorizzarsi.

Il consiglio perciò è quello di non lasciarsi assolutamente scappare questo talento cristallino, di cui – ne sono certo – sentiremo parlare ancora a lungo. 

Gianni Gardon

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