Deus ex machina

a cura di Giulio Ceraldi

Insigne e’ l’argomento caldo del momento. Lorenzo si consacra finalmente anche sul panorama internazionale anche e soprattutto grazie al marchio di fabbrica per eccellenza del suo repertorio: il “tiro a giro“. Nulla, oggi, richiama alla memoria l’attaccante e capitano del Napoli come quel particolare gesto atletico che gli sta fruttando tanti gol in carriera.

Purtroppo il nodo del rinnovo del contratto, in scadenza al 30 giugno 2022, lascia aperti scenari che, fino a qualche tempo fa, sembravano inimmaginabili.

Signori, stando cosi’ le cose, col Napoli che non appare intenzionato ad accelerare i tempi e lo stesso Lorenzo che, sembrerebbe (il condizionale e’ sempre d’obbligo, in casi come questo ndr), abbia confidato al suo entourage che la prossima stagione sarà’ l’ultima in maglia azzurra…chissà’…

Fatto sta’ che che per alcuni la partenza di Lorenzo sara’ una sorta di benedizione per il Napoli. La linea che demarca il passato delle vittorie sfiorate ed il futuro del Napoli che verra’.

Personalmente penso che il tempo di Insigne a Napoli sia scaduto. E da un po’. La piazza si divide su di lui ormai da anni. Anche in modo forte. Troppo forte. D’altra parte il principio del Nemo profeta in patria esiste da circa duemila anni. Non abbiamo inventato nulla nemmeno stavolta.

La dirigenza pare abbia fatto le sue scelte, optando per la vecchia linea del progressivo distacco emotivo dal giocatore e soprattutto con la stanca formula che fa leva sull’orgoglio dei tifosi e che, di contrasto, finisce per gettare sul tesserato di turno, in allontanamento dai colori azzurri, l’ombra del tradimento degli ideali di Partenope. Eh vabbè’, la solita solfa (che, incredibilmente, con alcuni funziona ancora ndr). Ma tant’e’. Non mi sento di dare particolare importanza alle parole del nuovo tecnico di venerdì sera. Sono di circostanza. Dovute. Ciao’ che conta e’ che non abbia negato il suo essere aziendalista. Ergo: mi rimetto alla volontà della dirigenza. Alias, se Insigne non possiamo trattenerlo ce ne faremo una ragione. Ma queste sono congetture e nulla più.

Per Lorenzo e’ arrivata l’ora di spiegare le vele verso lidi dove potrà legittimamente guadagnare i soldi che meriterebbe e, cosa più importante, potrà’ probabilmente vincere ciò che all’ombra del Vesuvio non ha mai potuto. E il tempo scorre e non si ferma per nessuno. Nemmeno per Insigne. Quindi, adesso o mai più. In fondo si tratterà soltanto di aspettare cinque miseri mesi, nulla di più. Poi potrà accordarsi con chiunque e senza dar di conto a nessuno. Nessuno.

In bocca al lupo, Lore’. Come al solito, qui, a queste latitudini, si e’ abituati a vedere l’erba del vicino sempre di tonalità’ più verdi della propria. Salvo, poi, rendersi conto che spesso quell’erba invidiata adesso una volta era nostra.

Buon bagno!

Giulio Ceraldi

#Forza NapoliSempre

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